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PIGRAECO

I deficit dello statista: una modesta proposta

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Scritto da PGRAECO
Pubblicato: 26 Settembre 2018
Visite: 2161
Tutti noi siamo pieni di deficit – dovrei scrivere “tutti voi”, per correttezza, ma non voglio passare per presuntuoso –, nel senso etimologico del termine: mancanza, ammanco, deficienza politica, morale, intellettiva o quant’altro.
Il M5S, ad esempio, mostra un evidente deficit politico: ha il doppio dei parlamentari della Lega ma, finora, ha pesato nelle iniziative del Governo del cambiamento, per molto meno della metà. I conti non tornano, nonostante Conte, forse, o grazie a un Conte che non conta una beata fava: fate voi. Le deficienze, finché riguardano il privato degli individui, non determinano conseguenze troppo significative nell’ambito di una comunità. Se, però, qualche particolare deficit è peculiare ad un uomo di potere, chessò, un politico, un governante, un vicepremier, un ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali per grazia di Dio e volontà della nazione, le cose si complicano non poco. Prendiamo un esempio a caso: Gigino Di Maio! Che sia deficiente – in alcuni campi, intendiamoci, e nel senso di “mancanza”, ovviamente! – è un dato oggettivo e incontrovertibile. Non capita a tutti, infatti,  di inventarsi “… una lobby dei malati di cancro …”, di spostare proditoriamente Pinochet in Venezuela, di proporre tre diverse e moderne versioni riguardo all’uso del congiuntivo (“… Se c’è il rischio che soggetti spiano massime istituzioni dello Stato …”, “… Se c’è rischio che massime istituzioni dello Stato venissero spiate …”, “… Se c’è il rischio che due soggetti spiassero le massime istituzioni dello Stato …”), di promuovere la buonanima di Luciano Gallino da sociologo a psicologo, aggiustandogli, visto che c’era, pure il cognome, da singolare a plurale (“… e il defunto psicologo Gallini …”), di innovare la biologia, anticipando la sua scoperta di prossima pubblicazione su “Nature”, secondo cui gli umani sono molto più “acquosi” di quanto la scienza avesse finora immaginato: (“… perché l’acqua è quello di cui noi siamo costituiti per oltre il 90% …“), di chiarire che "… La mafia è un atteggiamento … lo vediamo nelle organizzazioni criminali ma lo vediamo anche in organizzazioni che non sono criminali. Lo vediamo in alcuni atteggiamenti delle banche, perché ci sono sentenze che riconoscono l'usura delle banche …" (se lo stabilissero delle sentenze – e non è vero, finora! – le banche sarebbero davvero “organizzazioni criminali”!), di chiedere l’immediato impeachment di Mattarella per alto tradimento o attentato alla Costituzione (“… Prima attiviamo l’articolo 90 e poi si va alle urne, perché bisogna parlamentarizzare questa crisi anche per evitare reazioni della popolazione …"), di offrire come soluzione definitiva della povertà mezz'ora di Internet gratis ("… Immagino uno Stato che, per tutelare questo diritto, interviene e fornisce gratuitamente una connessione a Internet di almeno mezz'ora al giorno a chi non può ancora permettersela" ...), di dimostrarsi giusto e imparziale nel rappresentare tutti gli italiani (“… [i Sindaci grillini] avranno un governo nazionale dalla loro parte che li potrà aiutare a risolvere problemi complessi come le crisi aziendali. Avere sindaci 5 Stelle nei singoli comuni italiani significa avere sindaci che hanno dalla loro parte il governo nazionale e potranno parlare con i ministri per risolvere i problemi …"), di assegnare, finalmente, alla Puglia la città di Matera (“… Michele, con Matera che fate? …"), frase sia pure decontestualizzata secondo il governatore Emiliano – e Michele è uomo d’onore! –, di preparare una purga staliniana per tutti i tecnici del Ministero dell’economia (“… C’è chi rema contro, ovvero una parte della burocrazia dei ministeri …”), di chiedere, giustamente, al collega Tria di fare il suo lavoro e trovare da qualche parte la carrettata di miliardi necessari per mantenere le faraoniche promesse elettorali (… "La manovra? Un ministro serio i soldi li trova …"), di individuare, finalmente, la vera causa delle difficoltà economiche dell’Italia (“… Non me ne frega niente se c'è un'agenzia di rating che dice che il reddito di cittadinanza è inopportuno, è per seguire quelle agenzie di rating che ci troviamo il numero di disoccupati e di poveri che abbiamo in Italia …").

Si potrebbe continuare quasi all’infinito ma … a che scopo? Ci permettiamo, piuttosto, di suggerire allo statista di cui sopra una modesta proposta a cui, forse, non ha ancora pensato (?!?) e che, grazie a due soli, semplici interventi, metterebbe fine alla diatriba sul deficit:

  1. trucchiamo i conti, magari con l’aiuto di Conte! L’ha già fatto la Grecia, per entrare nell'euro nel gennaio 2001. Tutti i parametri di budget presentati a Bruxelles erano falsi e il deficit del paese, almeno dal 1999, non era mai stato al di sotto del 3%. E gli euroburocrati non si sono accorti di niente! Non solo noi italiani siamo come e più furbi dei greci, ma potremmo utilizzare la loro esperienza per evitare quegli errorucci che, poi, a loro sono costati molto cari.
  2. Sfruttiamo le enormi capacità tecniche degli artigiani campani per stampare banconote false assolutamente vere! Si valuta che già ad oggi la stragrande maggioranza degli euri falsi siano “creati” a Napoli e distribuiti, senza problemi, in tutto il mondo. Basterebbe, forse, un piccolo aiuto da parte della zecca di stato (carta filigranata, colori e matrici originali, qualche macchinario più moderno per velocizzare la produzione ...) e del Governo del cambiamento (l’assunzione – tramite pubblico concorso, naturalmente – di un adeguato numero di maestranze di provata esperienza, cosa che aiuterebbe anche ad alleviare il flagello della disoccupazione nel Sud).
Il combinato disposto dei due suggerimenti sopraccitati risolverebbe definitivamente il problema di recuperare le risorse necessarie per le riforme, senza incidere sul debito pubblico.  Si potrebbero rendere immediatamente operativi il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza, la pace fiscale di cittadinanza, la flat tax di cittadinanza, il decreto immigrazione e sicurezza di cittadinanza, il decreto per Genova di cittadinanza, il sequestro su nave Diciotti di cittadinanza, il sostegno ad Orban di cittadinanza, la legittima difesa preventiva di cittadinanza, i vaccini di cittadinanza  e, persino, "a sfaccimm e chi te muort" di cittadinanza. Tutti riservati agli ariani puri, naturalmente, a meno dell’ultimo dedicato solo a negri, clandestini e zingari.
Un fabbisogno di qualche centinaio di miliardi, in fondo, niente di più, niente di meno! E se, per caso, il ministro Gigino provasse un qualche imbarazzo a causa dello slogan “Onestà, onestà, paraponziponzipà”, si ricordi che siamo pur sempre italiani, siamo quelli che vengono prima e che il connazionale Machiavelli ci ha insegnato che “il fine giustifica i mezzi” e che “il gioco vale la candela”.  Non è stato proprio ello, del resto, a dichiarare pubblicamente “… Dimentichiamo i numerini e pensiamo ai cittadini …”?

A rifletterci bene, Grillo non ha tutti i torti: aboliamo le elezioni e tiriamo a sorte parlamentari e governanti! La statistica ci dimostra che sarebbe davvero difficile pescare qualcuno peggiore di Gigino, Salvini, Conte, Toninelli, la ministra Giulia Grilla …
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Quasi quasi …

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Scritto da PGRAECO
Pubblicato: 22 Giugno 2018
Visite: 2331

La prossima volta, quasi quasi, voterò Lega pure io. Qualcuno, conoscendo i miei trascorsi sinistroidi, potrebbe stupirsi non poco e immaginare la tipica consuetudine italica del “salto della quaglia sul carro del vincitore”. Un cicinin, in effetti è davvero così; a mia parziale giustificazione, però,  voglio ricordare che, in tempi non sospetti, il leader maximo del Partito – tale D’Alema, forse? 1995, magari? – affermava, con indubitabile competenza politica, che “La Lega è una costola della sinistra”.  Dunque mi sto solo allineando, sia pure in ritardo.

Gli altri motivi sono innumerevoli e mi limiterò ad elencarne solo alcuni, non necessariamente in ordine alfabetico o di priorità. Per cominciare, mi sono proprio scassato i cabasisi, lo ammetto, di appartenere a quella minoritaria élite di radical-chic che pratica il buonismo quotidiano. Il passo avanti decisivo l’ho fatto in queste ultime settimane, subito dopo l’insediamento del nuovo Governo del cambiamento e l’opportunità – finalmente! – di avere anch’io un Avvocato d’ufficio a gratis. Oltre che anziano di pensiero e di azione, sono pragmatico e amo la continuità: me la garantisce l’attuale titolare del Ministero dell’Interno, come e meglio del suo predecessore, e il nome proprio di persona, Matteo, da sempre il mio evangelista preferito. Questo Salvini, bisogna riconoscerglielo, ha il “piglio” giusto, vuoi come sostantivo, vuoi come verbo. In politica, il “piglio” è essenziale, da sempre e per tutti. Lui acchiappa, non c’è che dire! Voti, donazioni benefiche, consenso popolare, femmine affascinate da un ininterrotto “celodurismo” senza bisogno di aiutini chimici di qualunque forma e colore. Riesce persino a farsi stirare ed inamidare le camicie dall’Elisa Isoardi, quella che utilizza Istagram per rivolgere una preghiera alla “Madonna che scioglie i nodi”, dopo aver provato, senza successo, con i migliori coiffeur nazionali ed esteri. L’incipit dei suoi comunicati alla nazione risulta meravigliosamente efficace: “Come Ministro, come cittadino e come papà …”: un gioiellino letterario che qualunque pubblicitario non può che invidiare. E poi ho apprezzato moltissimo la svolta che mi ha cambiato la vita: lo statista ha trasformato la “Lega Nord” in “Lega e basta”, con mio enorme sollievo. Prima gli Italiani, dunque, e non più solo i Padani, cosa che mi consente di appartenere all’insieme dei primi mentre ero inesorabilmente escluso da quello dei secondi. Sono passati i tempi bui, quando l’ancor giovane attuale vicepresidente del Consiglio cantava a squarciagola “… Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani. Son colerosi e terremotati, con il sapone non si sono mai lavati…”.

(https://video.repubblica.it/politica/quando-salvini-cantava-senti-che-puzza-arrivano-i-napoletani/291156/291766 , per chi desiderasse gustarsi la versione originale).

Era il 2009, politicamente il giurassico! Ora, finalmente, ‘sti minchia di meridionali hanno scoperto le saponette profumate e le usano, sia pure con moderazione. Matteo riesce perfino a condividere lo stesso ambiente chiuso con Gigino Di Maio che, diciamolo, fa parte pure lui dei sudici, almeno per nascita. Per evitare le coltivazioni di basilico e di marijuana nei bidet ci vorrà ancora tempo ma dell’annosa questione se ne occuperà la Ministra per il Sud Barbara Lezzi: “È in cima alle priorità della mia agenda di lavoro” ha dichiarato a Porta a Porta. Diamole fiducia: anche lei è leggermente sudica, sa bene qual è il problema e come risolverlo entro la fine della legislatura.

La “flat tax”, ancora: vi sembra davvero un provvedimento di destra? Finiamola, intanto, con queste insulse definizioni novecentesche che offendono la Storia: destra, sinistra, dritta, manca, babordo, tribordo, sopra, sotto, di lato, poppa e prua sono residuali incrostazioni del passato che ci impediscono di vedere il futuro. È un’iniziativa di buon senso, semplicemente. Appena entrata in vigore, i ricchi si affretteranno a pagarle anche loro queste minchia di tasse, mentre finora il privilegio era riservato ai poveri ed alle classi medie. Credete davvero, se ci fosse stata la “flat tax”, che Silvio avrebbe rischiato, per risparmiare un miserabile 15% su qualche decina di milioni di euro, di rovinarsi la carriera (?!?) ed affrontare il carcere duro affidato ai servizi sociali? Ci guadagneremo tutti, chi più, chi meno, è ovvio. Qualche strampalato economista seguace di Marx, partendo dall’inequivoca considerazione che un pensionato, di qualunque metallo, le tasse le paga per forza anche attualmente, ha provato a valutare il “combinato disposto” del taglio delle “pensioni d’oro” e della “flat tax”: su 5.000 euri netti, la prima toglierebbe al privilegiato circa 250€ mensili, con la seconda gliene verrebbero restituiti circa 1.200€, sempre mensili. Una catastrofe per gente come Giuliano Amato che di pensioni d’oro ne ha accumulate una carrettata nel corso di una vita di duro lavoro che prosegue ancora adesso, ad 80 anni, in ossequio alla riforma Fornero.

A questo si aggiunge la rottamazione delle cartelle esattoriali al di sotto dei 100.000€ che qualcuno osa spacciare come un condono, più o meno camuffato. Se io, nei miei anni di consulente con partita IVA, fossi stato previdente e meno ideologicamente sinistrorso, avrei fatto molto meglio a non pagare nulla, invece del tutto, ma proprio tutto, come ho fatto. Il solito minchione coglionazzo, dirà qualcuno! È vero. Bastava aspettare, senza fretta, non dichiarare una beata fava e oggi, grazie al nuovo Matteo, mi sarei ritrovato un gruzzoletto da parte per gli anni bui della vecchiaia  

Vogliamo accennare agli zingari, rom, sinti o Gipsy Kings che siano? Non li sopporta più nessuno, diciamolo chiaramente: siamo oltre ogni ragionevole grado di cristiana tolleranza! E non tanto per i furtarelli, gli scippi, le truffe, i rapimenti di neonati con relativi sacrifici umani che pure li caratterizzano. No, il problema vero è che questi cosiddetti nomadi hanno finito di nomadare, sono diventati stanziali e sono i principali responsabili – i delinquenti! – dello scempio degli abusi edilizi che devastano quelle che erano le più belle coste dei litorali italiani, nel Sud in particolare. Si nascondono, questi zingari fetusi, dietro un fantomatico abusivismo di necessità e non gli è neppure passato per la mente – a questi cornuti – di fruttare uno qualunque dei 389.663,89 condoni edilizi concessi dallo Stato dal dopo guerra ad oggi. Per fortuna, proprio in questi giorni, il nuovo Ministro dell’Interno sta mettendo in opera i primi efficaci provvedimenti. Una "Panzerusp Division", di nuova formazione e all’uopo dedicata, ha abbattuto una villetta sinti a Carmagnola (TO), 70 metri quadrati che deturpavano in modo osceno il panorama della splendida riviera ligure. Un primo passo, certo, ma finalmente si sente l’aria nuova che tira!

Molti incompetenti giudicano la posizione della Lega riguardo ai migranti inattuabile: eliminare almeno 600.000 criminali che infestano il nostro sacro suolo, in poco tempo ed a costi contenuti, sembrerebbe pura propaganda demagogica. Niente di più sbagliato, la soluzione è semplicissima: fra qualche mese sarà approvata una legge che tutti noi attendiamo da sempre, la legittima difesa preventiva! Ogni cittadino italiano, maggiorenne, che goda del diritto di voto – di pura razza, pregasi astenersi meticci, per cortesia, – avrà l’opportunità di armarsi con quanto di meglio preferisce, dalla katana fino al più efficace kalashnikov o alla classica lupara. Grazie ad una semplice autocertificazione, poi, il Ministro dell’Economia autorizzerà che tali acquisti vengano considerati come oneri deducibili dai redditi. Gli aventi diritto – 46.663.202 al 4 marzo scorso – riceveranno un bonus annuale per eliminare fisicamente fino ad un massimo di 8 potenziali ladri domestici, preferibilmente di colore ma non solo. Gli eventuali residui non utilizzati per l’anno in corso non andranno persi ma si potranno accumulare per l’anno successivo. Pur considerando gli inevitabili obiettori di coscienza – non più del 10,71%, si stima –  e gli sfortunati casi di non perfetta riuscita dell’operazione, sarebbero più che sufficienti 700/800.000 volontari che facciano il loro dovere per risolvere il problema in pochi giorni. Unica precauzione: ricordarsi di inviare un selfie insieme alla salma alle autorità competenti per consentire uno smaltimento corretto nella raccolta differenziata dell’organico (su tale punto, gli ecologisti 5S sono stati irremovibili!).  

Garantire la sicurezza nostra e dei nostri cari è essenziale, sostiene Salvini, “Come Ministro, come cittadino e come papà …”, e operando scelte ponderate e intelligenti – precedenza ai migranti maschi giovani, a seguire donne e bambini e, in ultimo, gli anziani – contribuiremo alla salvaguardia di tutti gli onesti cittadini che vogliono, finalmente, un segnale di concreta novità da questo Governo del cambiamento.

Qualche consiglio e una sommessa richiesta, per concludere, rivolte al Ministro Salvini:

  • camerata Matteo, perché mai ci dovremmo tenere gli zingari italiani? Solo 80 anni fa, nel 1938, siamo riusciti a fare molto meglio, sia pure con una razza diversa, senza che il popolo mostrasse il minimo risentimento, con piena condivisione e soddisfazione di tutti. A parte gli interessati, ovviamente.
  • Limiti, per favore, l’uso continuativo del pronome personale soggetto “io, io, io, io, io …”: faceva lo stesso il Matteo precedente e ci è andata … maluccio.
  • Aiutiamoli a casa loro va bene, ma … non esageriamo! Questi cambogiani della minchia devono smetterla di inondarci di riso di palude e questi tunisini del c***o non possono annegarci nel loro olio d’oliva di pessima qualità! Prima gli italiani, perbacco, non dimentichiamolo mai!!!
  • Stia attento al Ghost Premier Conte e a quell’imbucato di Gigino Di Maio: se li fa troppo arrabbiare, quelli son capaci di farLe un mazzo così, soprattutto il primo!
  • Se, infine, mi potesse concedere la scorta che attualmente non ho, sarei lieto di cederla anch’io a Roberto Saviano, come Le ha già proposto Graziano Delrio. Grazie.

P.S.

Prima di decidermi per la Lega, ho tentennato considerando l’altra forza politica che ha firmato il contratto di Governo. Credo sia il M5S, se non sbaglio. Per fortuna ho utilizzato il loro metodo, ormai sperimentato ed efficace, per la selezione della classe dirigente: mi sono letto il curriculum di Gigino Di Maio (fonte Wikipedia)! Padre del MSI e poi di Alleanza Nazionale, diploma di liceo classico, iscrizione a ingegneria (?!?), poi a giurisprudenza senza completare gli studi. Giornalista pubblicista dal 2007, ha lavorato per un breve periodo come webmaster e come steward allo stadio San Paolo. Ora fa il Ministro occupandosi, insieme, di quello di cui avevano la responsabilità Poletti e Calenda prima di lui. Lega e Matteo Salvini tutta la vita, per favore!!!

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Scritto da PGRAECO
Pubblicato: 26 Settembre 2017
Visite: 3908
Più o meno 30.936 per Di Maio, 6.064 gli altri sette candidati: un plebiscito bulgaro, per usare una frase fatta. Non è neppure il caso di riprendere facili ironie già sentite in TV o lette sui giornali. Per riderci su con vera goduria bisognerebbe ricordare le dichiarazioni del Gotha 5S - a partire da "GuruGrillo" fino proprio al novello leader, "Udì Miagolii" - riguardo alle recenti primarie del PD che hanno confermato  "Tormenta Zie" alla segreteria.

Questa ridicola farsa, però, pone due problemi quasi seri, il primo politico, il secondo tecnico, strettamente legati fra loro. Com'è possibile che un partito - pardon: un Movimento! - che i sondaggi indicano in testa nelle intenzioni di voto degli italiani, consacri il potenziale premier con solo il 26,4% di iscritti votanti? La risposta è fin troppo semplice: il numero di incazzati, in questo paese, è enormemente superiore a quello di coloro che, oltre a lamentarsi, sono disposti ad impegnarsi in prima persona per cambiare le cose. In altre parole, "io ti voto, alle elezioni VERE, e poi ... pensaci tu!". Filosofia che non riguarda solo i grilletti - loro di più, per origini e per presunzione - ma tutti, proprio tutti noi, a destra, al centro e a sinistra (sic!). Risalta, immediato, il paradosso: in Italia milioni di persone si occupano di volontariato. E allora? Sintesi: boh!

Il miserrimo numero di clic, poi, rimette in discussione anche la tecnologia che sottende tutta la politica dei 5S. Troppi accessi alla piattaforma Rousseau? Non sembrerebbe e, se pure fosse, ne determinerebbe l'assoluta inadeguatezza. Troppi "filtri" per evitare gli attacchi di malevoli hacker? Anche in questo caso i limiti della tecnologia impiegata e di coloro che l'hanno progettata e implementata costituirebbe un vero smacco. E, last  but not least,  chi ci garantisce che gli hacker non abbiano violato il sito, votando in massa per il simpatico Di Maio piuttosto che per il ben più valido Frallicciardi Andrea Davide? Il giovane Casaleggio, poffarbacco! Sintesi: boh!
 
7 commenti

Di strage in strage

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Scritto da PGRAECO
Pubblicato: 18 Agosto 2017
Visite: 3930
Impossibile scrivere d’altro dopo quello che è successo ieri a Barcellona: orrore e disgusto ci coinvolgono, ci riguardano. Quanto mi coinvolge e mi riguarda, in una scala da uno a dieci? Direi dieci, il massimo. Mi viene da pensare, però, a quanto orrore e disgusto mi sia rimasto dentro rispetto a tante altre stragi nel recente passato. Manchester: otto?; Francia, Charlie Hebdo: sette?; Parigi: supermercato kosher: cinque?; Parigi, Bataclan: otto?: Bruxelles, quattro?; Nizza: nove?;  Berlino: tre?, ecc. ecc. Più o meno, certo. E tutte quelle che, quotidianamente, si rincorrono nelle sbadate cronache dall’Iraq, Afghanistan, Siria, Pakistan, Burkina Faso, Maghreb,  Africa centrale e ancora e ancora e ancora? Solo  zero-virgola-qualcosa, per non provare troppa vergogna. Strana reazione, la mia, strani valori nella scala del coinvolgimento emotivo, strano modo di avvertire pietà e commozione di fronte ad accadimenti in cui uomini hanno sterminato altri uomini.  Tutte stragi diverse e tutte uguali, con raffinati analisti e strateghi, esperti di terrorismo internazionale, che ci inondano di ipotesi complesse, spesso fantasiose; con politici – e non solo – che s’indignano e spergiurano che vinceremo sulla barbarie. Ma lo schema di base, in fondo, è davvero semplice. Per quanto evoluta, la razza umana è solo l’apice del mondo animale: ciò che conta è sopravvivere e tramandare i propri geni, a qualunque prezzo. Per uscire da un’apparente, bestiale caos, ci siamo inventati delle banali regole di “buon senso”: se pratichi il bene avrai un premio; se pratichi il male, invece, una punizione. Si comincia da bambini e si prosegue per tutta la vita. Cosa siano il bene e il male è, naturalmente, opinabile. Si va, semplificando, da “ama il prossimo tuo come te stesso” a “è tuo dovere uccidere tutti gli infedeli”.  L’esempio potrebbe essere invertito, perché nelle religioni – l’odio dei popoli, piuttosto che l’oppio – troviamo tutto e l’opposto di tutto. E il premio? Qualcosa che arriverà “dopo”, molto diverso fisicamente ma identico concettualmente: il Paradiso, la contemplazione di Dio per alcuni; vergini Huri pronte all’uso, per altri (solo per maschi focosi e, forse, lesbiche, immagino: ma questo è un particolare trascurabile!). La punizione: dannazione eterna, in tutte le salse, sempre e comunque.

Ieri sera, stanco di ascoltare notizie in attesa di conferma e strampalate ricostruzioni del “perché ora, perché in Spagna, perché sulle ramblas di Barcellona?” ho spento tutti gli strumenti di comunicazione e ho solo ascoltato questo, fumando una sigaretta dopo l’altra:

https://www.youtube.com/watch?v=z4PKzz81m5c

La tromba di Chet Baker non rallegra, anzi  immalinconisce ma ti fa capire che, per fortuna, l’essere umano è anche qualcos’altro. Forse …
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