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Il mio editore si è arrabbiato. E’ piombato nel mio ufficio abbaiando che molti autori e commentatori stanno criticando alla grande la gestione delle immagini negli articoli e nei commenti di questo sito. E mi ha chiesto una soluzione entro 24h,  minacciando il mio trasferimento presso il blog di un certo Grillo.

Mi sono difeso, gli ho detto che tutti i siti e blog come il nostro (costruiti con Joomla o Wordpress) sono equivalenti in queste funzionalità, e che chi invece rende le cose facili (Facebook, Google foto etc.) lo fa per i suoi sporchi interessi, per profilare meglio la gente e per far training alle loro squallide reti neurali in esperimenti relativi al grande fratello che ci dominerà tra una decina di anni. Ma non c’è stato nulla da fare!

Bene, allora eccoci: proviamo ad immaginare; anzi, immaginate. Per prima cosa piantatala di immaginare che una pagina web (come questa) sia come un documento Word: un documento Word ha le immagini “dentro”, una pagina web no. Se non vi va, prendetevela con Tim Berners Lee ma non con me, che non c’entro per nulla. Se siete proprio incazzati scrivete al W3C e fatevi fare una RFC apposta per voi. Poi mi direte come va a finire. Se non sapete chi è Tim Berners Lee, il W3C o una RFC , cercateveli su Wikipedia. Già che ci siete, informatevi anche su cosa sia un URL (noto anche come “link” o “collegamento”), che è il concetto intorno al quale ruota tutto quello che viene spiegato dopo. Se non sapete cos’è Wikipedia andate su Facebook a giocare con i vostri amici webeti e lì rimanete. Punto.

Ogni pagina web è composta al volo sullo schermo dal vostro browser, al volo, mentre la guardate,(per questo è importante che il browser sia veloce, se no la vedete apparire a scatti), prendendo un pezzo per volta dai server di Internet. Per farlo usa i link contenuti nella pagina, che dicono al browser dove sono le cose da scaricare e comporre sul vostro schermo. Come avrete imparato da Wikipedia, un link (o “URL” o “collegamento”) è infatti l’indirizzo delle cose che sono sul web. Il Brrowser comincia con lo scaricare nella pancia del computer (non è ancora sullo schermo!) la pagina web indicata dal "primo" link, quello che comrospo delle canne peruvianopare nel campo degli indirizzi in alto sul vostro schermo (tipo www.marralabs.it), che avete scritto voi o che avete ottenuto cliccando su uno dei risultati di una pagina di ricerca. Dopo di che, il browser guarda con sospetto la pagina scaricata cominciando dall’inizio, trova il primo link interno alla pagina e comincia: “caspita, ma qua c’è un link”, va sul web all’indirizzo indicato dal link, scarica la cosa che gli serve e compone con quella quel pezzettino di pagina facendovela apparire come per incanto sullo schermo. Poi va avanti a guardare il resto della pagina e ricomincia il giochino, link per link. E’ chiaro? Alla fine, in un tempo che spesso non si riesce ad apprezzare, l'intera pagina è apparsa sullo schermo. Alcuni dei link contenuti nella pagina - programmati in modo particolare - non vengono utilizzati per comporre la pagina, ma vengono proposti alla vostra attenzione sullo schermo sotto forma di scritte blu sottilineate, immagini o altro ancora, lasciando a voi il compito di esplorarli. Spostando il cursore su di essi, quest'ultimo cambia forma, da freccetta diventa manina. Ad esempio le pagine risultato delle ricerche di Google sono piene di questi link espliciti.Cliccateci sopra e salterete ad un altra pagina, facendo apparire il nuovo link nel campo indirizzi in alto al vostro schermo, la pagina viene scaricata e il ciclo ricomincia. E' chiaro?

Ora voi avete una  fantastica foto sul vostro computer, di un rospo delle canne, e bramate al’idea di metterla in quel vostro articolo sui metodi di controllo delle popolazione dei coleotteri australiani basati sull’importazione di rospi dal Perù,  che state scrivendo per far colpo sulla vostra fidanzata (o fidanzato), e per far schiattare quel mentecatto (o mentecatta) che le fa il filo facendole vedere foto di serpenti della Papuasia.

Qual è il problema (su cui si schiantano i nostri commentatori e autori)? E’ che, siccome l’articolo che state scrivendo SARA’ una pagina web, dovete in qualche modo dirgli con un link dov’è la foto del rospo, e, per quanto ne sapete voi (e avete ragione) le foto sul vostro computer non hanno un link che le indirizzi.

E allora? Semplice: PRIMA dovete caricare il rospo su Internet, e a quel punto, se sapete dove è andato a finire, avete il link, e quindi DOPO dovete dire, usando i tasti giusti, all’articolo che state creando o al commento che state scrivendo sotto l’articolo del vostro rivale in amore qual è il fottuto link del rospo. I tasti giusti sono nell'editor (che deve essere attivo), e sono sopra in riquadrone in cui state scrivendo il vostro articolo. Chiaro?

Come fare? Anche questo è Editor dei commentisemplice: grazie ad ore insonni e sottopagate di sviluppi notturni, ho appiccicato sotto la voce “Scrivi nel blog” del menù principale una nuova voce "Linka la tua l'immagine”. Cliccando questa si va su un sito (postimage.org) che fa un giochino divertente: voi gli date una foto da digerire e in cambio lui vi da il suo link  (della foto, non di postimage.org). Dove va a finire la vostra foto non è dato sapere (ma l'originale rimane sul vostro computer!): ma siccome presumibilmente non commerciate in armi e non siete Henri Cartier Bresson (se non sapete chi è andate su Wikipedia), beh, in fondo, ma chissenefrega! O no? Tanto più che una volta che passate qualcosa sul web, beh, in pratica potete dirgli addio (ebbene sì, anche su questo sito). Non ci sono riuscite le major a proteggere i contenuti digitali, figuratevi voi!

Già che ci siete, a scanso di equivoci, a meno che stiate preparando dei 6X3 stile propaganda berlusconiana anni 90, ridimensionate l’immagine: per il web, è inutile dare dimensioni superiori a qualche centinaio di pixel (se non sapete cosa sono i pixel chiedetelo a Wikipedia).

Bene, una volta i link erano oggetti onesti, dalla sintassi nota e dalla vita specchiata. Ora non è più così: la loro identità è stravolta, i loro nomi storpiati, da appositi servizi che fanno in modo che essi siano corti e non le pappardelle che rischiano di essere secondo le regole canoniche usate dai servizi demenziali tipici del cloud. Quindi, quando postimage.org vi restituisce la scelta di possibili collegamenti associati alla vostra foto ormai inglobata dal servizio, per fare in modo che il tutto funzioni, voi dovete scegliere il COLLEGAMENTO DIRETTO. Le altre scelte lasciatele ai power user, che si dilettano di pippe mentali su cotali argomenti. Quindi COPIATE questo COLLEGAMENTO DIRETTO (se non sapete come fare vi suggerisco i corsi di base di alfabetizzazione informatica dello SPI CGIL Lega 8 di San Salvario Torino) e tenetelo pronto per il successivo incollaggio.

E ora che abbiamo il maledetto link torniamo agli articoli e ai commenti. Per i commenti la cosa è semplice: ficcate il cursore nel punto del commento dove volete l’immagine, cliccate sul tasto che comanda l’inserimento della figura, si apre un dialogo, schiaffEditor degli articoliate con un bel INCOLLA  l’URL nel campo che ve lo chiede, date OK e il giochino è fatto. Il vostro concorrente in amore amante dei serpenti rosicherà alla vista del rospo peruviano.

Veniamo agli articoli. La cosa è semplice; ficcate il cursore nel punto dell’articolo dove volete l’immagine, cliccate sul tasto che comanda l’inserimento di una figura, si apre un dialogo, schiaffate con un bel INCOLLA l’URL nel campo che ve lo chiede, date INSERISCI (in fondo alla finestra del dialogo) e il giochino è fatto. Il vostro concorrente in amore amante dei serpenti rosicherà alla lettura del vostro articolo sul rospo peruviano, cessando, forse, di insidiare la vostra fidanzata (o fidanzato).

Quindi commenti e articoli, a parte i tasti da schiacciare, sono uguali? Quasi: con gli articoli potete fare molto di più. Ad esempio:

  1. Decidere le dimensioni con cui l’immagine apparirà (che non sono quelle "reali" dell’immagine): tenete presente che per un articolo vanno bene dimensioni di qualche centinaio di pixel, non di più.
  2. Decidere l’allineamento. Sinistra, centro, destra. Noi speriamo sinistra, ma rispettiamo tutti gli orientamenti politici.
  3. Decidere il margine che separa l’immagine dal testo: 10 pixel vanno bene.
  4. Mettere un bordo intorno all’immagine con lo spessore che volete voi (1 pixel va bene).
  5. Dare un testo alternativo all’immagine: questo testo alternativo è quello che viene letto agli ipovedenti dai programmi di lettura automatica quando percorrono il testo e incontrano un immagine: quindi metterlo è questione di civiltà; per favore fatelo.

Dialogo gestioni immaginiTutte queste cose sopra descritte si fanno agendo sulla scheda “immagine” del dialogo: le altre schede, per favore lasciatelo stare: confonde solo le idee. 

Non siete soddisfatti? Cliccate di destro sull’immagine (dopo averla inserita ed essere entrati in modifica dell'articolo), riinnescate il dialogo ("inserisci / modifica immagine") e modificate quanto vi pare dimensioni, allineamento, testo alternativo,margine e bordo. Se il problema sono solo le dimensioni, agganciatela direttamente agli angoli e tirate. Per la posizione trascinatela. Fate un po’ di prove: dopo qualche prova si acquista la sensibilità giusta e uno stile personale nella scelta dei parametri che più vi aggradano.

 

Parliamo ancora di rospi: Internet è piena di rospi (e di altre immagini): andate su Google immagini! Se fate una ricerca di rospi, lo schermo si riempirà di rospidi di tutti i tipi: cliccate di destro sull’immagine che più vi aggrada, scegliete dal menù “Copia indirizzo dell’immagine” e il giochino è fatto! Quello copiato è il link che potrete incollare nel dialogo dei commenti e degli articoli.

Attenzione: il trucchetto funziona con Google Immagini, ma non con foto che trovare, magari condivise, nel vostro cloud o in quello degli altri, proprio perché in questo caso ottenete link taroccati, come dicevo prima. Se non sapete cos’è il cloud, o vi leggete Wikipedia, o vi iscrivete ai corsi avanzati di informatica dello SPI CGIL Lega 8 di San Salvario Torino. Se invece non ve ne frega niente, di nuovo andate su Facebook a giocare con i vostri amici webeti!