Più o meno 30.936 per Di Maio, 6.064 gli altri sette candidati: un plebiscito bulgaro, per usare una frase fatta. Non è neppure il caso di riprendere facili ironie già sentite in TV o lette sui giornali. Per riderci su con vera goduria bisognerebbe ricordare le dichiarazioni del Gotha 5S - a partire da "GuruGrillo" fino proprio al novello leader, "Udì Miagolii" - riguardo alle recenti primarie del PD che hanno confermato  "Tormenta Zie" alla segreteria.

Questa ridicola farsa, però, pone due problemi quasi seri, il primo politico, il secondo tecnico, strettamente legati fra loro. Com'è possibile che un partito - pardon: un Movimento! - che i sondaggi indicano in testa nelle intenzioni di voto degli italiani, consacri il potenziale premier con solo il 26,4% di iscritti votanti? La risposta è fin troppo semplice: il numero di incazzati, in questo paese, è enormemente superiore a quello di coloro che, oltre a lamentarsi, sono disposti ad impegnarsi in prima persona per cambiare le cose. In altre parole, "io ti voto, alle elezioni VERE, e poi ... pensaci tu!". Filosofia che non riguarda solo i grilletti - loro di più, per origini e per presunzione - ma tutti, proprio tutti noi, a destra, al centro e a sinistra (sic!). Risalta, immediato, il paradosso: in Italia milioni di persone si occupano di volontariato. E allora? Sintesi: boh!

Il miserrimo numero di clic, poi, rimette in discussione anche la tecnologia che sottende tutta la politica dei 5S. Troppi accessi alla piattaforma Rousseau? Non sembrerebbe e, se pure fosse, ne determinerebbe l'assoluta inadeguatezza. Troppi "filtri" per evitare gli attacchi di malevoli hacker? Anche in questo caso i limiti della tecnologia impiegata e di coloro che l'hanno progettata e implementata costituirebbe un vero smacco. E, last  but not least,  chi ci garantisce che gli hacker non abbiano violato il sito, votando in massa per il simpatico Di Maio piuttosto che per il ben più valido Frallicciardi Andrea Davide? Il giovane Casaleggio, poffarbacco! Sintesi: boh!