Impossibile scrivere d’altro dopo quello che è successo ieri a Barcellona: orrore e disgusto ci coinvolgono, ci riguardano. Quanto mi coinvolge e mi riguarda, in una scala da uno a dieci? Direi dieci, il massimo. Mi viene da pensare, però, a quanto orrore e disgusto mi sia rimasto dentro rispetto a tante altre stragi nel recente passato. Manchester: otto?; Francia, Charlie Hebdo: sette?; Parigi: supermercato kosher: cinque?; Parigi, Bataclan: otto?: Bruxelles, quattro?; Nizza: nove?;  Berlino: tre?, ecc. ecc. Più o meno, certo. E tutte quelle che, quotidianamente, si rincorrono nelle sbadate cronache dall’Iraq, Afghanistan, Siria, Pakistan, Burkina Faso, Maghreb,  Africa centrale e ancora e ancora e ancora? Solo  zero-virgola-qualcosa, per non provare troppa vergogna. Strana reazione, la mia, strani valori nella scala del coinvolgimento emotivo, strano modo di avvertire pietà e commozione di fronte ad accadimenti in cui uomini hanno sterminato altri uomini.  Tutte stragi diverse e tutte uguali, con raffinati analisti e strateghi, esperti di terrorismo internazionale, che ci inondano di ipotesi complesse, spesso fantasiose; con politici – e non solo – che s’indignano e spergiurano che vinceremo sulla barbarie. Ma lo schema di base, in fondo, è davvero semplice. Per quanto evoluta, la razza umana è solo l’apice del mondo animale: ciò che conta è sopravvivere e tramandare i propri geni, a qualunque prezzo. Per uscire da un’apparente, bestiale caos, ci siamo inventati delle banali regole di “buon senso”: se pratichi il bene avrai un premio; se pratichi il male, invece, una punizione. Si comincia da bambini e si prosegue per tutta la vita. Cosa siano il bene e il male è, naturalmente, opinabile. Si va, semplificando, da “ama il prossimo tuo come te stesso” a “è tuo dovere uccidere tutti gli infedeli”.  L’esempio potrebbe essere invertito, perché nelle religioni – l’odio dei popoli, piuttosto che l’oppio – troviamo tutto e l’opposto di tutto. E il premio? Qualcosa che arriverà “dopo”, molto diverso fisicamente ma identico concettualmente: il Paradiso, la contemplazione di Dio per alcuni; vergini Huri pronte all’uso, per altri (solo per maschi focosi e, forse, lesbiche, immagino: ma questo è un particolare trascurabile!). La punizione: dannazione eterna, in tutte le salse, sempre e comunque.

Ieri sera, stanco di ascoltare notizie in attesa di conferma e strampalate ricostruzioni del “perché ora, perché in Spagna, perché sulle ramblas di Barcellona?” ho spento tutti gli strumenti di comunicazione e ho solo ascoltato questo, fumando una sigaretta dopo l’altra:

https://www.youtube.com/watch?v=z4PKzz81m5c

La tromba di Chet Baker non rallegra, anzi  immalinconisce ma ti fa capire che, per fortuna, l’essere umano è anche qualcos’altro. Forse …