SALMO

         Oh, come sono permeabili le frontiere umane!

         Quante nuvole vi scorrono sopra impunemente,

         quanta sabbia del deserto passa da un paese all’altro,

         quanti ciottoli di montagna rotolano su terre altrui

         con provocanti saltelli!

         Devo menzionare qui uno a uno gli uccelli che trasvolano,

         o che si posano sulla sbarra abbassata?

         Foss’anche un passero – la sua coda è già all’estero,

         benché il becco sia ancora in patria. E per giunta, quanto si agita!

        Tra gli innumerevoli insetti mi limiterò alla formica,

        che tra la scarpa sinistra e la destra del doganiere

        non si sente tenuta a rispondere alle domande «Da dove?» e «Dove?»

        Oh, afferrare con un solo sguardo tutta questa confusione,

        su tutti i continenti!

        Non è forse il ligustro che dalla sponda opposta

        contrabbanda attraverso il fiume la sua

        centomillesima foglia?

        E chi se non la piovra, con le lunghe braccia sfrontate,

        viola i sacri limiti delle acque territoriali?

        Come si può parlare d’un qualche ordine,

        se non è nemmeno possibile scostare le stelle

        e sapere per chi brilla ciascuna?

        E poi questo riprovevole diffondersi della nebbia!

        E la polvere che si posa su tutta la steppa,

        come se non fosse affatto divisa a metà!

         E il risuonare delle voci sulle servizievoli onde dell’aria:

         quei pigolii seducenti e gorgoglii allusivi!

         Solo ciò che è umano può essere davvero straniero.

         Il resto è bosco misto, lavorio di talpa e vento.

                                                        Wislawa Szimborka 

 

                                                                                                          CATS STORY

             Io non ho un gatto, ma quando vado nella casa di campagna, vengo accolta da alcuni amici felini.

Gatto Giuliano è un bellissimo e possente gattone tutto rosso con gli occhi verdi; senza fissa dimora, sempre sporco e arruffato è il bos incontrastato di un ben delimitato territorio. E' talmente forte e muscoloso che se lo accarezzi ti sembra di accarezzare un gatto di pietra, ma... piano con le carezze! all'improvviso potrebbe rivoltarsi e moderti.

      ".....bello impossibile... con gli occhi verdi e la sua bocca...."

    Un giorno comparve un povero gatto grigio, ancora adolescente, magrissimo, affamatissimo e con un occhio semichiuso. Noi tutti del vicinato lo nutrimmo, lo accogliemmo e il gatto rimase.

Ma di che sesso era il gatto? A me sembrava una femmina, ma Roberto, nato in campagna stabilì con sicurezza che era un maschio.

Quando Giuliano cominciò a corteggiare selvaggiamente il gatto grigio, Roberto disse:"Giuliano ha perso la bussola, è diventato gay".

Il gatto grigio difese a lungo e strenuamente la sua illibatezza, per cui ci furono strepiti e fortissimi miagolii, procurandoci notti insonni, ma.... agli occhi verdi non si può resistere a lungo e presto il gatto divenne...Gatta Gilda.

Durante la gravidanza, Giuliano le concedeva il diritto di "Precedenza alla ciotola" e si sdraiava vicino a lei in attesa che finisse; Gilda aveva una fame atavica insaziabile per cui non gli lasciava neanche un croccantino, ma ogni volta che lo incontrava non mancava di dargli un bacino.

    Avemmo due splendide cucciolate: la prima di quattro gattini la seconda di sei (tre rossi e tre grigi). Furono tutti felicemente adottati, tranne un bellissimo e affettuosissimo gattino rosso di nome Sole finito sotto un'automobile e la dolce Basilia che avrebbe dovuto rimanere con noi, i vicini, ma morì incomprensibilmente tra le mani della veterinaria prima ancora di praticarle un'iniezione. Altri, Ludmilla, Bianca, Tigre.... li vediamo spesso presso le famiglie adottive.

     Ora Gilda non può più avere figli, ma ogni volta che lei e Giuliano si incontrano si scambiano un bacino, musino contro musino, e a volte se ne stanno a dormire un po' insieme sul mio divano.

    Forse, i gatti possono essere maestri di vita.

 

                                                             QUANDO IL DESTINO INSISTE

     Un giorno d'estate Gatta Gilda trovò un piccolo di lepre di poche settimane. Non pensò di mangiarselò come avrebbero fatto certi gattacci affamati, nè di giocarci come ama fare con lucerole e topolini, ma, presa da istinto materno, volle proteggerlo. Lo prese delicatamente per la collottola, come fanno le gatte per spostare i gattini,  lo depositò in un angolo che le sembrava sicuro fra  due muretti e si accolò vicino per sorvegliarlo. 

Ad un certo momento dovette allontanarsi e... immediatamente si precipitò sul leprottino una gazza che rapida lo ghermì col suo robusto becco e riprese il volo. Il piccolo faceva un verso straziante, Gilda accorse e disperatamente inseguì la gazza, ma... si rese conto che i gatti non volano.. e  abbandonò l'inseguimento.

     La storia non finisce qui.

   ll piccolo di lepre sfuggì dal becco della gazza e cadde proprio ai piedi dei vicini, Nella e Roberto, che stavano chiaccherando. Dopo un momento di sorpresa, raccolsero l'animaletto fra le mani. Era bellissimo morbido e rotondetto con delle grandi orecchie, faceva una immensa tenerezza. Roberto commosso e pieno di speranza decise di provare salvarlo e lo portò in casa. Lo depose in una scatola foderata di bambagia e cercò di nutrirlo con una siringa, ma il piccolo non mangiava. Telefonò alla veterinaria che gli consigliò di tentare con il latte di capra.

    Fu inutile. Dopo  qualche giorno di stenti il leprottino morì.