Anche se le elezioni sono forse distanti, volevo portarmi un po’ avanti, prima di essere sommerso dalle vostre profonde considerazioni, e quindi,  un po’ di celia non fa mai male.

Sui dizionari ci sono generalmente tre significati di questa parola: il voto religioso, il voto scolastico e il voto dell’elettore.

Lasciamo perdere quello religioso. Il voto scolastico esprime una valutazione sul lavoro svolto dall’alunno. E quello elettorale?

Si sente molto dire: hanno governato male, non li voto più, o hanno governato bene, li voto. Sembra quindi che molti elettori pensino di dare un voto scolastico e non un voto elettorale.

Con il voto elettorale dovremmo invece scegliere chi pensiamo governerà bene in futuro. È pur vero che è difficile predire il futuro ma anche basarsi solo sul passato è alquanto discutibile. O meglio, posso anche pensare che quell’azione di governo sia stata sbagliata, ma non so cosa avrebbero fatto “gli altri” al posto loro.  E lo stesso se hanno fatto bene. Quindi la valutazione sul passato è per lo meno non “equa” anche se può essere corretta. È come fare una gara con un sol concorrente e poi discutere se ha fatto un buon risultato o no. Naturalmente non parlo di una gara dei 100 piani in pista ma di una gara il cui risultato dipenda dalle condizioni del terreno (o dell’acqua), del tempo atmosferico, ecc.

Quella del voto non è l’unica situazione in cui guardare al passato non è corretto. Un altro famoso esempio è il valore delle azioni di un’azienda che ben sappiamo non dipende dai risultati ottenuti bensì dalle aspettative di sviluppo futuro. E anche gli aumenti e le promozioni delle persone sul lavoro non vengono dati sulla base risultati ottenuti in passato, ma su quello che ci si aspetta possano fare, nelle loro mansioni, in futuro. O almeno così dovrebbe essere, anche se spesso è difficile da spiegare agli interessati.

Naturalmente per il voto elettorale c’è anche la possibilità della scelta ideologica: voto quel partito perché ne condivido l’ideologia. Beh, buona fortuna di questi tempi.