Da “Il Fatto Quotidiano” del 22 novembre 2016: “Il presidente del Comitato del NO, il Costituzionalista Alessandro Pace ha annunciato che se il voto degli italiani all’estero fosse decisivo per l’esito finale e determinasse la vittoria del SI alla riforma, è pronto a impugnare il risultato. In particolare, come ha ribadito Pace, non è garantito il requisito della segretezza come previsto dalla Costituzione.”.

Il voto degli italiani all’estero è regolato dalla legge Tremaglia, promulgata nel 2001. Da allora, tale legge è stata utilizzata per tutte le elezioni politiche e per tutti i referendum mentre non è applicabile alle votazioni amministrative, che siano elezioni o referendum. Personalmente, considerando che è stata il “cavallo di Troia” tramite il quale tale Antonio Razzi è diventato Senatore delle Repubblica Italiana, la considero una pessima legge. Pur tuttavia, poiché è in vigore da 15 anni, mi domando e chiedo a un qualunque fiero sostenitore del NO:

  1. perché il Costituzionalista Alessandro Professor Pace si è accorto solo adesso, dopo 15 anni, che tale legge violerebbe la Costituzione? Era distratto, assonnato, afflitto da problemi intestinali talmente gravi che, PER 15 ANNI, non si è reso conto di nulla?
  2. E ancora, se la legge in questione viola la Costituzione, perché il suddetto Costituzionalista Alessandro Professor Pace non ricorre IMMEDIATAMENTE alla Corte senza aspettare l’eventuale vittoria del SI il prossimo 4 dicembre? La mancata garanzia della segretezza del voto è un grave vulnus, a prescindere dal risultato del referendum. O NO?

Grazie. 

Commenti   

0 # Enrico 2016-11-24 15:53
Come al solito P affronta un argomento interessante.

Visto che l’articolo citato non descrive le possibile forme di voto illegale, ho fatto un po’ di Googling.

Un precedente articolo del FQ descrive votazioni pubbliche fatte al ristorante a cena (offerta dal candidato!).

Il punto è se la segretezza sia un dovere o un diritto. Avevo già sollevato il problema con l’astensione nei referendum abrogativi che è chiaramente un voto negativo palese. Ma nessuno mi ha dato ragione, allora.

Ho poi anche cercato “vote by mail” e ho trovato un mucchio di casi di voti nazionali per posta. Io infatti troverei la cosa molto comoda, se poi si potesse usare la Pec sarebbe un sogno. Evidentemente altri paesi hanno trovato soluzioni accettabili. In Italia no, salvo per i “fortunati” Italiani che sono all’estero.

In verità mi sembra che oggi parlare di “democrazia = conto dei voti” sia molto dura, e forse dovremmo cominciare a ragionare di altri modi per decidere su chi e come si governa.

Spero che altri commenti ci illumino sull’argomento.
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0 # PGRAECO 2016-11-24 18:00
Ragionare su altri modi per decidere su chi e come si governa è un argomento affascinante ma pericoloso. Qualunque proposta rischia di risultare, quanto meno, oligarchica. Però non sarebbe male cominciare a discuterne pubblicamente, magari dopo il 4 dicembre prossimo.
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0 # Francesco Tamburi 2016-11-24 16:25
Sarebbe utie conoscere preventivamente quali sono le modalità di intervento della Corte, prima di scriverne.
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0 # PGRAECO 2016-11-24 17:56
Scusami, ma non capisco il tuo commento. Se il Costituzionalista Alessandro Professor Pace sostiene che la legge Tremaglia non garantisce la segretezza e viola la Costituzione, ben saprà quali sono le modalità di intervento della Corte. Io, al momento, non svolgo ancora la professione di Costituzionalista, né sono in grado di pronunciarmi nel merito. Dunque non ne scrivo ma domando. Se ne hai voglia, prova a rispondere tu.
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0 # Enrico 2016-11-24 19:07
Mi permetto di riportare anche qui quanto discusso in parallelo su FB (in un post di Mario):

Cercando voto segreto in wikipedia ho trovato:

"Il voto è segreto nel senso che l'elettore ha diritto di isolarsi al momento di votare e deve mantenere il segreto su quanto avviene in quello stesso momento; prima e dopo il momento materiale del voto egli è invece del tutto libero di dichiarare pubblicamente per chi voterà o ha votato.[8]".

Penso che il principio sia che non puoi (non devi) "documentare" che cosa hai votato, ma naturalmente puoi dichiararlo.

Mi pare che abbiano "denunciato" (non se se perseguito") chi ha fotografato con il telefonino la scheda elettorale.
E' tutto legato al commercio dei voti. Ricordi che abbiamo tolto le preferenze per evitare che con una opportuna sequenza di numeri potessimo provare di aver votato per te e quindi venire a chiederti la ... seconda scarpa. ;-)

Quindi il voto previsto per gli Italiani all'estero è incostituzionale dalla promulgazione della legge Tremaglia, visto che non si preoccupa che qualcuno non voti in un posto riservato e non faccia vedere a terzi per chi ha votato. Il voto per corrispondenza è usato in molti paesi ed evidentemente le loro costituzioni sono diverse: cioè dicono che la segretezza è un diritto e non un dovere (penso):

Concordo pienamente con P che non può un costituzionalista uscire ben bello adesso dicendo queste cose, e inoltre solo se vince il sì. Sarà una persona degnissima ma sembra si sia tenuta in tasca un pistola carica da usare al momento giusto.

Se invece ci sono dei motivi costituzionali per interpretare in modo diverso il voto segreto, lo dica, o lo dicano i sui colleghi. Io da ingegnere sono abituato alla logica del primo ordine: o vero o falso.
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0 # PGRAECO 2016-11-25 11:42
Riporto quanto ho già scritto in altro contesto: “… Io, modesto ingegnere nucleare - mai praticante, tra l’altro - so benissimo che le centrali nucleari sono pericolose ed è meglio evitarle come la peste. I 60 milioni di insigni Costituzionalisti italiani schierati dalla parte del NO (a cominciare dai Presidenti Emeriti Zagrebelsky Professor Gustavo e Onida Professor Valerio), che tanta fiducia ispirano ai “NOISTI”, si sono accorti nel 2006 o negli anni successivi che il “Porcellum” risultava potenzialmente incostituzionale? E, nel caso, si sono preoccupato di ricorrere ai colleghi della Consulta per verificare la fondatezza di tale dubbio? Anche loro, purtroppo, come il Costituzionalista Alessandro Pace, si sono dimostrati di molto distratti, per cui l’esposto e la sentenza sono frutto dell’iniziativa di Aldo Bozzi, uno sconosciuto avvocato milanese …”.
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