(Lo spunto è un post su FB di Raffaele Mosca , che non conosco, che citava un articolo di Mattia Feltri sulla fatica di seguire i figli nei loro compiti a casa, e sul dibattito che ne è seguito.)

 

In quarta elementare ho insegnato a mia madre le divisioni con due cifre (uso il linguaggio di allora), un po' di ortografia e qualche regola di grammatica: doveva prendere la licenza elementare per poter diventare bidella di Ruolo. Scontatamente ce la fece

Dei miei coetaeni di allora del mio ambiente (tutti immigrati da altre zone del Paese, genitori operai, colf, lavoratori marginali) nessuno è andato oltre la licenza elementare.

Io me la sono cavata.

Non ho mai fatto i compiti con le mie figlie, ormai trentenni (almeno non me ne ricordo). Ho però sempre risposto alle loro domande quando e fino a quando me ne hanno poste, ho sistematicamente rotto loro le palle con domande a tutte le ore del giorno, soprattutto durante i pasti, su quanto avevano imparato e oltre, ho predicato il culto laico della conoscenza (Istruitevi perchè avremo bisogno di tutta la nostra conoscenza).

I loro coetanei del loro ambiente (genitori dirigenti, medici, professionisti, forse persino qualche operaio) sono tutti andati all'università.

Loro, le mie figlie, se la sono cavata abbastanza bene.

Non ho quindi motivi per rimpiangere il buon tempo andato, quando gli operai neanche sognavano il figlio dottore (cfr, Paolo Pietrangeli – Contessa).

Aveva questo tempo una cosa buona: l'ignoranza era considerata una vergogna e anche gli ignoranti condividevano quest'idea.

Adesso l'ignoranza si porta con un certo orgoglio e se non svacchi i congiuntivi sei considerato un radical chic. E' uno dei lasciti più pericolosi del ventennio berlusconiano.

Allora se qualche volenteroso, invece di unirsi al nugolo di genitori ignoranti, o analfabeti di ritorno, che protestano con gli insegnanti per un brutto voto dei loro ignorantissimi rampolli, passa un po' del suo tempo ad interessarsi dell'istruzione dei sui figli ben venga.

Discutiamo eventualmente del miglior modo per farlo.