In questi caldi giorni di inizio settembre domina su Facebook una particolare iniziativa del Ministero della Salute ma ancor più salta all'occhio l'ironica reazione ed una critica incazzata. Stiamo parlando ovviamente del Fertility Day e del Grande Sdegno che ne è seguito. Nulla di nuovo sotto il sole. Nuovo non è certo il Grande Sdegno, fedele segugio, che ci accompagna in molte tappe delle nostre vite. Al pomeriggio locali rovesci e temporali a carattere sparso e Grande Sdegno; notte serena e stellata, tanto c'è l'inquinamento luminoso e nessuno si prende la briga di osservare le stelle (e questo è secondo me il Grande Sdegno). 

Neppure nuovo è il tentativo dei governanti di incentivare le nascite. 
In una polis dell'Antica Grecia i cittadini senza figli, una volta l'anno, erano costretti a compiere un girotondo collettivo recitando una litania per chiedere perdono della loro grave mancanza. Il medievale ius primae noctis, ossia il diritto di giacere con la vergine novella sposa, lungi dal sollazzare le voluttà del principe, era un utile strumento per garantire una florida discendenza di servi della gleba. Lo Stato Sabaudo aveva una curiosa legge, si vietava infatti di gettare sassolini alla finestra delle donne ancora nubili sbeffeggiandole al grido di “pie mari, pie mari” (traduzione, lo vuoi trovare un marito sì o no?). In questo caso il governo interveniva in difesa della donna avendo a disposizione una società già belle che istruita al desiderio di discendenza. Non andava tanto meglio ai principi di casa Savoia la cui prima notte di nozze trascorreva focosa e vibrante sotto l'occhio esperto e puntiglioso dei membri reali. Per assicurarsi l'immissione in cantiere di un erede al trono erano sicuramente dotati di monocolo. Gli storici dibattono se avessero altresì a disposizione un set di palette di legno con l'incisione di un numero che poteva andare da 0 a 10. Quando arrivarono le camice nere fioccarono le multe per i celibi. Con gli stessi quattrini si sovvenzionavano le famiglie numerose dopo averle fotografate in rigoroso ordine di altezza. Nel mentre il regime strizzava l'occhio all'uomo che conquistava amanti belle e giovani, si sa, che a lui queste cose son sempre piaciute. 
Il Governo italiano, sul solco degli illustri predecessori, continua la sua opera di assicurare una progenie del proprio popolo. E' da capire la preoccupazione dei governanti. Se i governati si estinguono potranno loro ancora chiamarsi governanti? 
E nel 2016 si utilizzano i mezzi più all'avanguardia, ossia una serie di immagini evocative sulla fertilità. Ammetto di aver controllato quali immagini siano del Ministero e quali frutto di qualche buontempone digitale, fatto sta che ho trovato le seguenti foto. 
Una ragazza strappata ad una passerella di moda mentre tiene in una mano (per la verità più grande di quella di Gianni Morandi) una clessidra. Guardando l'immagine le reazioni sono diverse fra i sessi. I maschi (sempre non considerando la mano di Gianni) si dispiacciano per quella maglia rossa troppo castigata e, più che la sabbia che scende, si preoccupano della bottega che sale. Le donne, invece, inorridiscono e sentenziano “Il mio corpo non è una clessidra!”. Ed hanno ragione, diamine! E' pur vero che una clessidra di pregevole fattura potrebbe essere fatta con le celebri misure 90-60-90 agognate da oggi donna, però la bellezza femminile è ben altra cosa che una sequenza numerica. Inoltre, per quanto si possa apprezzare la bianca sabbia che rada cade giù, temo non sia sufficiente alla sopravvivenza dell'organismo. Infine, ma su questo ho dei dubbi non avendo ancora capito le donne fino in fondo, non so se si troverebbero a proprio agio a vivere metà del tempo con la testa al posto dei piedi e l'altra metà con i piedi al posto della testa. 
C'è poi l'immagine della buccia di banana a terra. Se avete pensato ad ciccione antipatico che con grande ilarità scivola sulla buccia, scenetta che tutti abbiamo bene in mente per quanto nessuno l'abbia mai vista veramente, vi sbagliate di grosso. Qua si parla infatti di fertilità maschile. Se non cogliete il significato, pensate alla buccia di banana prima che qualche maleducato mangiasse la banana e la buttasse a terra. Se ancora non cogliete il senso avete tutta la mia stima. 
Infine ecco la foto sexy. Quattro piedini fanno capolino dal piumone in una domenica mattina di pioggia. Ho già visto quest'immagine, di cui non mi sfugge la sfumatura fetish, per promuovere materassi, un set di forbicine da unghie, uno studio medico specializzato nell'eliminazione delle verruche, profilattici (citando Matrix, come sappiamo al destino non manca il senso dell'umorismo) ed una serie di articoli sul mercato immobiliare. 
Passando alle ironiche reazione ed alle critiche incazzate, queste fanno leva maggiormente sulla questione socioeconomica. E se questa non è particolarmente florida si dà la colpa allo stesso Governo impegnato nella campagna del Fertility Day. Cari ministri, siete un po' con la testa fra le nuvole di questi tempi, avete fatto uscire l'immagine della clessidra nel giorno stesso in cui ci viene detto che la disoccupazione giovanile è cresciuta di altri due punti. Poi la gente rischia di non capire e la prende male. Ve lo dico con tenerezza, perché so che in genere fate attenzione a queste cose. Difatti si è subito obiettato che un contratto di lavoro dura mediamente meno di una gravidanza, che i figli sono un impegno a tempo indeterminato (ebbene sì, queste parole non sono ancora state abolite, sempre che non si parli di contratti di lavoro) o che è dura comprar casa a botte di rimborsi spesa. 
C’è però un punto indiscutibile. Di figli, in certe zone dell’Africa, dell’Asia o delle Americhe, se ne fanno molti. Se escludiamo i profughi, che vivono nei quattro stelle di Borgetto Santo Spirito, siamo sicuri che siano tutti così più ricchi di noi? Anche in Italia facevamo tanti figli soprattutto quando c’era la guerra, la carestia ed una massiccia emigrazione. Si fanno pochi figli per un’assenza di benessere oppure per il timore di una diminuzione del nostro benessere personale? E qua faccio lo splendido citando chi ha detto che passiamo gran parte della nostra vita a preoccuparci di cose che non accadranno. 
Invece è preoccupante fare pochi figli? Magari quando invecchieremo non serviranno giovani a badare a noi vecchi o a lavorare in quanto ci sarà un’app che farà brillantemente tutto quanto. 
Chi di mestiere fa le valutazioni delle case per i proprietari che vogliono vendere sa che deluderà le loro aspettative, perché 10 anni prima gli stessi proprietari avrebbero venduto molto meglio. Costoro hanno due soluzioni. Primo, costruire una macchina del tempo, tornare al 2008 o giù di lì e vendere tutte le loro proprietà immobiliari, magari andando poi a vivere in un quattro stelle a Borgetto Santo Spirito ancora scevro di migranti. C’è da chiedersi se per il primo uomo ad avere la macchina del tempo è priorità mantenere il 30% del valore del proprio immobile. Seconda soluzione è vendere. Perché tanto il mercato non tornerà più come allora. Se non volete una profezia ma dati, guardate quelli sull’evoluzione demografica. Nel 2015 la popolazione italiana è diminuita di 160mila persone. Se abitate nella cintura ovest di Torino, pensate che è come se in un anno scomparissero Rivoli, Collegno, Grugliasco, Alpignano e Pianezza. Se abitate da un’altra parte fate l’esempio coi vostri comuni. Se abitate in zone particolarmente bucoliche potete considerare i villaggi (ma dovete prenderne tanti) e se ancora non vi bastano le persone per raggiungere la cifra, i montoni andranno benone.
Qualche anno fa mio cugino aspettava un figlio insieme alla moglie ed io gli chiesi se fosse pronto. Non sei mai pronto, mi rispose. Però lui aspettava un figlio in quel momento, così come il resto dell’umanità. Ed allora il non sei mai pronto si può agevolmente trasformare in un sei pronto ora.
Tralasciando le chiacchiere col cugino, mi sono chiesto cosa dice la Natura su di me. Per lei sono già pronto già da parecchi anni. Da quel pomeriggio in cui mi diede le chiavi del mio parco divertimenti personale. Sono passati un po' di anni. Adesso non sono vecchio anche se per scherzare lo dico spesso ad amici e fidanzata. Diciamo che non bevo più quasi nulla, guardo meno il calcio, non vado più a ballare (per la verità non ci andavo tanto manco prima però quest'esempio piace sempre a tutti). Ma non sono ancora vecchio, dai. Insomma ho 29 anni. La Natura continua a dirmi che sono pronto mentre la matematica mi suggerisce con discrezione che sarei altresì pronto per essere nonno. Cioè nonno... E i nonni non fanno figli. Al più si occupano di scaldare le castagne sul fuoco o tagliare la legna. E allora la mente ritorna alla buccia di banana. È possibile che un giorno la Natura dica che non sei più pronto. E non accetterà un contraddittorio, nemmeno di elevato tenore socioeconomico. Non sarà un giorno di tragedia ma magari di tristezza sì, in quanto l’essere umano ha la capacità di provare un'incontrollata nostalgia per qualcosa che non ha mai vissuto. 
Ora non aspettatevi chissà quale conclusione a questo mio pensiero sulla vita. Infatti, come ben sa il Re Leone, si parla di cerchio della vita, i cerchi non hanno fine fidatevi, e non di linea della vita, a meno che vi stiate facendo leggere la mano da una chiromante mentre con l’altra leggete lo smartphone, nel qual caso vergognatevi.
Non c'è una morale in tutto ciò, non sono poi nella posizione di dare consigli, fare paternalismi o dire che i bambini sono bellissimi. Cioè, non che non lo siano, settimane fa ho preso in braccio la figlia di un’amica ed ho ancora gli occhi lucidi al ricordo, ma non è questo il luogo per dire che i bambini sono bellissimi. Però i bambini sono bellissimi.

Alberto Baricco