Gran parte dell’umanità, compreso chi scrive, non è riuscita a conquistare l’accesso all’insieme molto ristretto delle persone che “danno le risposte” rimanendo, ahimè, in quello ben più grande delle persone che si limitano a “fare le domande”. È auspicabile, dunque, che qualche lettore sia in grado di soddisfare l'impellente bisogno di trovare una soluzione ai seguenti, cinque problemini che, in questo periodo, assillano e fanno perdere il sonno a milioni di italiani.

1) Aritmetica elementare (Abbiamo abolito la povertà!)

Si applichi l’assioma “Di Maio”, per cui nel 2019 saranno disponibili (?!?) 10 miliardi di euri per implementare il reddito di cittadinanza.  Poiché il medesimo assioma prevede di elargire 780€ mensili per un importo annuale complessivo di 780€ x 12 = 9.360€ (tredicesima esclusa), il numero di persone che otterrebbero l’agognato reddito risulterà uguale a 10.000.000.000 / 9.360 = 1.068.376. I dati dell’ISTAT per il 2017 stimano in 5.058.000 i residenti in Italia sotto la soglia della povertà assoluta. Si domanda: come saranno eliminati, in modo non cruento, i rimanenti 3.989.624 individui in modo che risulti del tutto abolita la povertà?

2) Economia domestica

La mamma di Gigino va al mercato finanziario e si procura un debito di una quintalata di miliardi di euri. Tornata a casa, aggiunge tale quintalata ai 2.341,7 miliardi di euri dell'attuale debito pubblico italiano, ottenendo un totale di 2.341,7 + una quintalata di miliardi di euri. Si domanda: come farà Gigino a far diminuire tale debito continuando ad incrementare il deficit? E, se per assurdo, Gigino non ci "riuscirebbe", chi "pagasse" le pere?

3) Calcolo delle probabilità

Considerate le attuali condizioni socio-economiche del meridione d’Italia e la regola secondo cui un disoccupato ivi residente potrà rifiutare fino a un massimo di 3 (tre) offerte di lavoro prima di perdere il diritto al reddito di cittadinanza, si domanda: quale sarà la probabilità che il suddetto disoccupato passi, senza soluzione di continuità,  da tale reddito alla pensione di cittadinanza?

4) Logica

Si consideri un giovane precario che percepisce un salario mensile di 600-700 euri mensili, quando gli va bene. Si domanda: seguendo quale rigorosa logica tale giovane precario dovrebbe continuare a lavorare invece di licenziarsi e percepire un reddito di cittadinanza pari a 780 euri mensili? (Non è accettabile la considerazione che le aziende coinvolte siano costrette ad aumentare i salari perché potranno sempre utilizzare giovani precari extra comunitari a cui non spetta il reddito di cittadinanza!).

5) Insiemistica: il teorema di Matteo

Se, grazie alla riforma della legge Fornero, nel 2019 andranno in pensione 400 mila lavoratori, si domanda di dimostrare l’enunciato del teorema di Salvini-Bolzano-Weierstrass, secondo cui l’insieme dei 400 mila neo pensionati risulterà equipotente all’insieme dei neo assunti che li dovrebbero rimpiazzare nei posti di lavoro così creati.

Un indovinello di contorno
Quale Ministro dell’Interno e Vicepremier italiano, rigorosamente astemio, sosteneva prima del 4 marzo 2018 che: “Il reddito di cittadinanza è un assurdo regalo ai nullafacenti fannulloni”?

Aiuto, per favore …

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