Tutti noi siamo pieni di deficit – dovrei scrivere “tutti voi”, per correttezza, ma non voglio passare per presuntuoso –, nel senso etimologico del termine: mancanza, ammanco, deficienza politica, morale, intellettiva o quant’altro.
Il M5S, ad esempio, mostra un evidente deficit politico: ha il doppio dei parlamentari della Lega ma, finora, ha pesato nelle iniziative del Governo del cambiamento, per molto meno della metà. I conti non tornano, nonostante Conte, forse, o grazie a un Conte che non conta una beata fava: fate voi. Le deficienze, finché riguardano il privato degli individui, non determinano conseguenze troppo significative nell’ambito di una comunità. Se, però, qualche particolare deficit è peculiare ad un uomo di potere, chessò, un politico, un governante, un vicepremier, un ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali per grazia di Dio e volontà della nazione, le cose si complicano non poco. Prendiamo un esempio a caso: Gigino Di Maio! Che sia deficiente – in alcuni campi, intendiamoci, e nel senso di “mancanza”, ovviamente! – è un dato oggettivo e incontrovertibile. Non capita a tutti, infatti,  di inventarsi “… una lobby dei malati di cancro …”, di spostare proditoriamente Pinochet in Venezuela, di proporre tre diverse e moderne versioni riguardo all’uso del congiuntivo (“… Se c’è il rischio che soggetti spiano massime istituzioni dello Stato …”, “… Se c’è rischio che massime istituzioni dello Stato venissero spiate …”, “… Se c’è il rischio che due soggetti spiassero le massime istituzioni dello Stato …”), di promuovere la buonanima di Luciano Gallino da sociologo a psicologo, aggiustandogli, visto che c’era, pure il cognome, da singolare a plurale (“… e il defunto psicologo Gallini …”), di innovare la biologia, anticipando la sua scoperta di prossima pubblicazione su “Nature”, secondo cui gli umani sono molto più “acquosi” di quanto la scienza avesse finora immaginato: (“… perché l’acqua è quello di cui noi siamo costituiti per oltre il 90% …“), di chiarire che "… La mafia è un atteggiamento … lo vediamo nelle organizzazioni criminali ma lo vediamo anche in organizzazioni che non sono criminali. Lo vediamo in alcuni atteggiamenti delle banche, perché ci sono sentenze che riconoscono l'usura delle banche …" (se lo stabilissero delle sentenze – e non è vero, finora! – le banche sarebbero davvero “organizzazioni criminali”!), di chiedere l’immediato impeachment di Mattarella per alto tradimento o attentato alla Costituzione (“… Prima attiviamo l’articolo 90 e poi si va alle urne, perché bisogna parlamentarizzare questa crisi anche per evitare reazioni della popolazione …"), di offrire come soluzione definitiva della povertà mezz'ora di Internet gratis ("… Immagino uno Stato che, per tutelare questo diritto, interviene e fornisce gratuitamente una connessione a Internet di almeno mezz'ora al giorno a chi non può ancora permettersela" ...), di dimostrarsi giusto e imparziale nel rappresentare tutti gli italiani (“… [i Sindaci grillini] avranno un governo nazionale dalla loro parte che li potrà aiutare a risolvere problemi complessi come le crisi aziendali. Avere sindaci 5 Stelle nei singoli comuni italiani significa avere sindaci che hanno dalla loro parte il governo nazionale e potranno parlare con i ministri per risolvere i problemi …"), di assegnare, finalmente, alla Puglia la città di Matera (“… Michele, con Matera che fate? …"), frase sia pure decontestualizzata secondo il governatore Emiliano – e Michele è uomo d’onore! –, di preparare una purga staliniana per tutti i tecnici del Ministero dell’economia (“… C’è chi rema contro, ovvero una parte della burocrazia dei ministeri …”), di chiedere, giustamente, al collega Tria di fare il suo lavoro e trovare da qualche parte la carrettata di miliardi necessari per mantenere le faraoniche promesse elettorali (… "La manovra? Un ministro serio i soldi li trova …"), di individuare, finalmente, la vera causa delle difficoltà economiche dell’Italia (“… Non me ne frega niente se c'è un'agenzia di rating che dice che il reddito di cittadinanza è inopportuno, è per seguire quelle agenzie di rating che ci troviamo il numero di disoccupati e di poveri che abbiamo in Italia …").

Si potrebbe continuare quasi all’infinito ma … a che scopo? Ci permettiamo, piuttosto, di suggerire allo statista di cui sopra una modesta proposta a cui, forse, non ha ancora pensato (?!?) e che, grazie a due soli, semplici interventi, metterebbe fine alla diatriba sul deficit:

  1. trucchiamo i conti, magari con l’aiuto di Conte! L’ha già fatto la Grecia, per entrare nell'euro nel gennaio 2001. Tutti i parametri di budget presentati a Bruxelles erano falsi e il deficit del paese, almeno dal 1999, non era mai stato al di sotto del 3%. E gli euroburocrati non si sono accorti di niente! Non solo noi italiani siamo come e più furbi dei greci, ma potremmo utilizzare la loro esperienza per evitare quegli errorucci che, poi, a loro sono costati molto cari.
  2. Sfruttiamo le enormi capacità tecniche degli artigiani campani per stampare banconote false assolutamente vere! Si valuta che già ad oggi la stragrande maggioranza degli euri falsi siano “creati” a Napoli e distribuiti, senza problemi, in tutto il mondo. Basterebbe, forse, un piccolo aiuto da parte della zecca di stato (carta filigranata, colori e matrici originali, qualche macchinario più moderno per velocizzare la produzione ...) e del Governo del cambiamento (l’assunzione – tramite pubblico concorso, naturalmente – di un adeguato numero di maestranze di provata esperienza, cosa che aiuterebbe anche ad alleviare il flagello della disoccupazione nel Sud).
Il combinato disposto dei due suggerimenti sopraccitati risolverebbe definitivamente il problema di recuperare le risorse necessarie per le riforme, senza incidere sul debito pubblico.  Si potrebbero rendere immediatamente operativi il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza, la pace fiscale di cittadinanza, la flat tax di cittadinanza, il decreto immigrazione e sicurezza di cittadinanza, il decreto per Genova di cittadinanza, il sequestro su nave Diciotti di cittadinanza, il sostegno ad Orban di cittadinanza, la legittima difesa preventiva di cittadinanza, i vaccini di cittadinanza  e, persino, "a sfaccimm e chi te muort" di cittadinanza. Tutti riservati agli ariani puri, naturalmente, a meno dell’ultimo dedicato solo a negri, clandestini e zingari.
Un fabbisogno di qualche centinaio di miliardi, in fondo, niente di più, niente di meno! E se, per caso, il ministro Gigino provasse un qualche imbarazzo a causa dello slogan “Onestà, onestà, paraponziponzipà”, si ricordi che siamo pur sempre italiani, siamo quelli che vengono prima e che il connazionale Machiavelli ci ha insegnato che “il fine giustifica i mezzi” e che “il gioco vale la candela”.  Non è stato proprio ello, del resto, a dichiarare pubblicamente “… Dimentichiamo i numerini e pensiamo ai cittadini …”?

A rifletterci bene, Grillo non ha tutti i torti: aboliamo le elezioni e tiriamo a sorte parlamentari e governanti! La statistica ci dimostra che sarebbe davvero difficile pescare qualcuno peggiore di Gigino, Salvini, Conte, Toninelli, la ministra Giulia Grilla …

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